Cambia la società, cambiano le mode, i modi di fare e di pensare. In questi anni si vive all’interno di un mondo social, parallelo a quello reale in cui ogni rapporto, ogni approccio è cambiato. Sarà anche per questo che è cambiato il rapporto tra insegnanti ed alunni.

Se negli anni passati gli insegnanti ricoprivano il ruolo con autorevolezza, molto spesso troppo severi, rigidi, distanti, oggi invece si è creata una situazione inverosimilmente opposta.  Ciò che se ne ottiene è lo scarso rispetto, cioè la poca considerazione: creando un rapporto troppo confidenziale, nel quale viene a mancare quel minimo di timore e di autorevolezza, si arriverà alla distruzione della figura istituzionale che ricopre l’insegnante stesso.

Casi di cronaca spesso gridati piuttosto che analizzati ce lo hanno ricordato: succede che ragazzi giovanissimi si permettano di rispondere, insultare, addirittura malmenano un insegnante. Sono noti anche i casi in cui sono i genitore degli alunni ad inveire violentemente contro gli insegnanti. La società odierna spinge tutti verso l’apparire: il proprio figlio deve apparire agli occhi degli altri genitori, il più bravo, il più intelligente insomma il primo della classe. Sono allora anche i genitori fautori di alunni indisciplinati e presuntuosi. Se non si impara a scuola, quando si è ancora permeabili, alcuni valori che la società non trasmette più, quando lo si potrà fare? Un docente di fronte a una classe che non collabora, magari in contesti sociali complessi, non ha di fatto quasi nessuno strumento per far rispettare il proprio ruolo.

Fondamentale è che l’insegnante possegga la capacità di entrare in empatia con gli alunni: bisognerebbe che ci fosse un rapporto sereno e leggero tra studenti e inseganti. Si tratta di mantenere un equilibrio delicato, basato sul rispetto reciproco e sulla consapevolezza dei diversi ruoli. Il professore può essere un confidente, una persona stimata e seguita anche sui social, ma l’amicizia, con la sua implicazione di profonda parità, rimane un territorio off-limits. Sarebbe questa la strada da percorre tra i due estremi.

Non bisogna però dimenticare che spesso gli insegnanti ricoprono un ruolo per la quale non sono portati. A non avere rispetto di chi si ha di fronte non sono sempre gli alunni. Gli insegnanti che, come suddetto, ricoprono un ruolo fondamentale per la formazione della personalità dei ragazzi, spesso recano danno alle giovani menti rivolgendosi loro con indifferenza e disprezzo, dimenticano il proprio ruolo e scaraventano addosso ai ragazzi le proprie frustrazioni. Bisognerebbe allora comprende che la società è mutata e all’apice del mutamento c’è proprio la mancanza di rispetto verso il prossimo e la corsa verso la prevaricazione. Insegnare con amore farà si che l’alunno possa apprendere con passione. Gli insegnanti sono riferimenti per i ragazzi, per gli adolescenti, spesso sostituiscono figure portanti che nella vita dei giovani mancano è proprio per questo motivo che può insegnare soltanto chi è in grado di amare.

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