Passeggiando lungo le coste della Sicilia, si incontrano ancora oggi decine di torri di avvistamento. A volte appaiono all’improvviso, su una scogliera o dietro una curva della strada costiera, altre volte vengono ammirate da lontano fino a giungere così vicino da guardarle con stupore ma ci si sofferma mai davvero per comprendere la storia di queste maestosi torri?

Le torri costiere siciliane, sono strutture difensive che per secoli hanno rappresentato la prima linea di protezione dell’isola contro incursioni e attacchi provenienti dal mare. Costruzioni apparentemente immobili e silenziose, ma capaci di raccontare una parte fondamentale della storia del Mediterraneo, scrigno di leggende e misteri, custodi di amori e tradimenti, di vendette e sacrifici.

Le prime torri risalgono al XIV secolo e furono realizzate durante la dominazione aragonese, con l’obiettivo di difendere le coste dalle incursioni della flotta angioina. Tuttavia, fu soprattutto nel XVI secolo che il sistema difensivo venne potenziato e ampliato. La crescente minaccia dei pirati barbareschi e delle flotte ottomane spinse la Deputazione del Regno di Sicilia a rafforzare le strutture esistenti e a costruirne di nuove lungo tutto il perimetro dell’isola, trasformando il litorale in una lunga linea di sorveglianza. Le torri vennero collocate in punti strategici, promontori rocciosi, scogliere, spiagge isolate, e costruite in modo da essere visibili l’una dall’altra. Dalle terrazze superiori, i soldati scrutavano il mare in silenzio, alla ricerca di vele sospette, in un’attesa che poteva durare giorni o settimane. In caso di pericolo, si comunicava attraverso segnali di fumo durante il giorno e fuochi durante la notte, consentendo di trasmettere rapidamente l’allarme ai centri abitati dell’entroterra. Un sistema semplice, ma efficace. Ad oggi sembra così lontana una visione di ciò che è stato ed immaginare le coste siciliane invase da pirati o da nemici sembra quasi come pensare ad un film o addirittura ad un video gioco eppure, la Sicilia è stata terra di invasioni e queste torri, che oggi appaiono sui litorali, sono testimonianza di ciò che è accaduto.

Le torri siciliane non sono soltanto testimonianza storica di lotte e resistenze ma sono entrate nel tempo nell’immaginario collettivo, dando origine a leggende e racconti popolari. Si pensa che alcune torri sono ancora oggi abitate dagli spiriti degli antichi guardiani. Molti racconti e leggende sono legate a storie tragiche di amore e di morte. Tra le più note vi è la leggenda della Torre di Scopello, nella Sicilia occidentale. Secondo la tradizione, durante una violenta incursione dei pirati barbareschi, una giovane donna del borgo di Scopello si rifugiò nella torre insieme ad altri abitanti. Promessa sposa, temeva più della morte la cattura e la schiavitù, destino comune per molte donne rapite durante le invasioni. Quando i pirati riuscirono a forzare l’ingresso della torre e la fuga non fu più possibile, la giovane compì una scelta estrema ovvero, si gettò dalla torre nelle acque sottostanti, preferendo la morte alla prigionia. La leggenda narra che, nelle notti di vento e di mare agitato, un lamento si confonde al rumore dell’infrangersi delle onde sugli scogli e che una figura femminile appaia tra le ombre della torre. Non tutti credono a queste storie misteriose ma molti si lasciano trasportare dall’incanto delle leggende. Tra chi crede e chi si mostra diffidente ciò che è certo è che entrambi cercano un senso a queste torri d’avvistamento siciliane custodi di misteri, di storie di paura e resistenza, di guerra e di pace, di sacrificio e di identità. Sono sentinelle immobili che continuano a guardare il mare in cui oggi prevale il sereno ma ricordando che, un tempo, l’orizzonte poteva significare salvezza, oppure distruzione.

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