È un omaggio che parla alla memoria e al cuore quello che Militello in Val di Catania dedica a Pippo Baudo con un murale realizzato nel piazzale antistante il Teatro Tempio, in via Guglielmo Marconi. Un segno visibile e duraturo dell’affetto che la comunità riserva a uno dei suoi figli più celebri, protagonista assoluto della storia della televisione italiana.
Il volto di Pippo Baudo, intenso e riconoscibile, prende forma su una parete che guarda il centro storico, diventando punto di riferimento per cittadini e visitatori. Conduttore, autore, scopritore di talenti, Baudo ha attraversato oltre mezzo secolo di televisione, lasciando un’impronta profonda nel Festival di Sanremo e nei grandi varietà che hanno accompagnato intere generazioni. Accanto alla carriera, resta però l’immagine di un uomo che non ha mai reciso il legame con la sua terra d’origine.
A firmare l’opera è il maestro Salvatore Ligama, artista siciliano noto per la capacità di trasformare i muri in racconto e memoria collettiva. Con questo intervento, Ligama restituisce alla città non solo un ritratto, ma una presenza simbolica che dialoga con lo spazio urbano e con la vita quotidiana del paese.
Non casuale la scelta del luogo. Il Teatro Tempio, da sempre spazio di cultura e incontro, offre la cornice ideale a un’opera che richiama il mondo dello spettacolo e il valore della condivisione. Il murale è visibile anche da Piazza Municipio e si inserisce in un contesto di grande pregio storico e architettonico, rafforzando il legame tra arte, identità e territorio.

L’iniziativa vuole raccontare il rapporto profondo tra Pippo Baudo e Militello in Val di Catania, fatto di memoria, orgoglio e appartenenza. Un legame che oggi si rinnova attraverso un’opera destinata a durare nel tempo, diventando parte del patrimonio culturale cittadino.
Il murale entra così nel paesaggio urbano come simbolo di riconoscenza e di identità condivisa, testimonianza dell’affetto di una comunità verso chi, con talento e umanità, ha saputo portare il nome della propria terra ben oltre i confini dell’isola, senza mai smettere di sentirsi a casa.





