Il 12 luglio 1984 è una data che molti nella piana tra Catania e Siracusa non hanno mai dimenticato. Nel silenzio di un caldo pomeriggio estivo, un’enorme esplosione squarciò il cielo sopra le campagne vicino al Lago di Lentini. In pochi istanti una colonna di fumo e fuoco si alzò sopra i campi, visibile da chilometri di distanza.
Pochi minuti prima era decollato dalla Naval Air Station Sigonella un grande aereo militare della United States Air Force, un Lockheed C-141B Starlifter. Qualcosa però andò storto quasi subito. Il velivolo perse stabilità e precipitò nelle campagne tra Lentini e Carlentini. L’impatto fu devastante: un boato, poi il fuoco, e infine solo rottami sparsi tra i campi.
Le operazioni di recupero furono lunghe e difficili. L’area venne immediatamente isolata dai militari e per giorni la zona rimase sotto stretto controllo. L’indagine fu condotta dalle autorità statunitensi e molti dettagli non vennero mai resi pubblici. È proprio questo silenzio che, col passare degli anni, ha alimentato dubbi e racconti. Alcuni contadini ricordano ancora oggi di aver visto l’aereo volare molto basso e in modo instabile pochi secondi prima dello schianto. Altri parlano di un forte rumore in cielo, come se qualcosa fosse esploso prima dell’impatto. Con il tempo sono nate anche ipotesi più controverse: qualcuno ha parlato di un possibile carico militare segreto, altri hanno ricordato la lunga presenza dei militari stranieri nell’area dopo l’incidente. Il genetista Elio Insirello ha persino ipotizzato una possibile correlazione tra la dispersione di uranio impoverito e alcune malattie registrate nella zona, una teoria che resta però oggetto di discussione.
Oggi, a oltre quarant’anni di distanza, una cosa è certa: quel giorno un grande aereo militare cadde dal cielo sopra la piana di Lentini. Ma la mancanza di risposte complete ha lasciato dietro di sé non solo i ricordi di un disastro, ma anche un alone di mistero che ancora oggi avvolge le campagne attorno al lago.





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